riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Reliquie

Posted by pj su 13 novembre 2006

“La grande truffa delle reliquie”: su Internet dilagano le aste del sacro, negli USA i cattolici sono in rivolta.

Dall’articolo che compare sulla Stampa pare proprio che ancora oggi, a più quattro secoli di distanza dalla riforma luterana, il commercio delle reliquie abbia ancora un buon mercato. E dire che proprio le reliquie, insieme alle indulgenze, hanno avuto una parte non secondaria – lo segnala lo stesso quotidiano – nella decisione di Lutero.

In merito alle reliquie, scopriamo che sono di due tipi: da un lato ci sono i classici resti umani, dall’altro le reliquie “per contatto”, ossia frammenti di abiti indossati dal presunto intercessore. La chiesa cattolica pare abbia detto basta: il mercimonio di questi oggetti è definito dal diritto canonico “un sacrilegio”, e come tale vietato.

Peccato che il problema, a quanto pare, sia solo economico. Perché è vietato acquistare o vendere reliquie, ma non è scoraggiato il loro uso, tanto che il Vaticano, nel mettere in guardia dall’acquisto di presunti oggetti appartenuti a Giovanni Paolo II, segnala che “le reliquie riconosciute di Wojtyla sono a disposizione, gratuitamente, presso il Vicariato di Roma, di tutte le persone in difficoltà che ne facciano richiesta”. E spiega che si tratta di “immaginette con una preghiera di intercessione e un frammento di tessuto di una delle sue tonache”.

Il cuore del problema resta lo stesso: la reliquia come strumento magico di contatto con un morto che, in virtù della propria santità dimostrata in vita, potrebbe sveltire le pratiche per noi, per le nostre malattie, per i nostri problemi.
Probabilmente qualunque sacerdote sottolineerebbe che l’unico mediatore è Cristo; gli altri, semmai, sono intercessori. Come se in cielo ci fosse bisogno di raccomandazioni.

Non è sbagliato, sia chiaro, ricordare e prendere a modello un servo di Dio. Le chiese evangeliche, in questo, peccano nell’eccesso opposto, dimenticando qualsiasi esperienza del passato per evitare che diventi oggetto di culto. In realtà tanti personaggi cristiani del passato, anche post-biblico, sono ottimi esempi. Premesso che l’esempio per eccellenza resta Gesù, non è sbagliato ricordare chi ci ha preceduto, e magari trovare ispirazione nel suo comportamento o nei suoi scritti; sarebbe altrimenti curioso notare che tutti i figli di credenti hanno nomi biblici.

Quel che è sbagliato è farne un culto, considerarli eroi, perdere la prospettiva. E, soprattutto, considerarli in grado di intercedere per noi: cosa che, in paradiso, non si sognano nemmeno di fare. Questo, ovviamente, stando alla Bibbia. Almeno per chi non la considera ancora come una semplice reliquia.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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