riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Testimoni in loco

Posted by pj su 31 ottobre 2006

«Bush troppo lontano da Gesù»: gli evangelici statunitensi hanno perso la fede nel Presidente: più di sessanta milioni di voti a rischio alle elezioni di medio termine.
Bush, stando ai sondaggi, non ha confermato le premesse (e le promesse): tra le delusioni più cocenti l’assenza di una legge contro l’aborto, di un emendamento contro le nozze gay, lo scarso impegno per dare spazio alla preghiera nelle scuole.

Nonostante lo scontento, i repubblicani potrebbero farcela comunque: il problema per gli evangelici USA è l’assenza di un’alternativa politica convincente in chiave cristiana.

A favore di Bush va detto che, per quanto ostentata, la sua fede resta qualcosa di personale. Certo, il suo modo di porre le proprie convinzioni è stato fin troppo esplicito e appariscente rispetto a chi, di fronte a un impegno pubblico, ritiene di dover relegare la propria idea religiosa in una posizione più defilata; resta il fatto che chi sta nella stanza dei bottoni di una democrazia non può decidere a proprio piacimento, ma deve rispettare la posizione di chi non lo condivide, di chi la pensa diversamente, di chi non l’ha votato.

Ma non è solo questo. Forse non è il caso di Bush, che comunque ha un discreto potere nelle mani e può esprimere la sua fede in maniera serena e sincera anche nelle alte sfere in cui opera.
Il problema, in realtà, riguarda ognuno di noi. Sarà capitato anche a voi di incontrare persone credenti e coerenti nella loro fede, che desiderano “diventare famose” per poi parlare di Dio. Se solo guardassero i tanti esempi che abbiamo attorno, capirebbero che si tratta di una prospettiva falsata. Se si aspetta di “diventare famosi” per parlare della propria fede non ci si considererà mai “abbastanza famosi” per farlo. E soprattutto, per arrivarci, si accetteranno un numero di compromessi tale da stemperare in maniera marcata l’intenzione iniziale, se non addirittura a spegnerla.

Pur senza dimenticare le nostre aspirazioni, è importante cominciare a essere testimoni dove si è: la città, la cerchia di amici, l’ufficio. Sono le realtà che conosciamo meglio, e l’efficacia è assicurata.
La fama, più che un trampolino, rischia di diventare un limite.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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