riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Magia e poesia

Posted by pj su 25 ottobre 2006

Secondo un sondaggio tra i piccoli lettori di Topolino, il 46.6% dei ragazzini crede nella magia. E più di qualcuno crede anche di poterla praticare.

Il direttore del settimanale, Clara Muci, la prende con tenerezza: è questione di fantasia infantile, un modo per spiegare in maniera poetica le realtà ufficiali. Come dire, in fondo per i bambini buona parte dell’esistenza è un mistero, e dall’innamoramento alla nascita di un fratellino; quindi per loro parlare di “magia” è un modo per spiegare le cose.

Forse. E fino a un certo punto.
Anche ai miei tempi su Topolino non mancava qualche riferimento alla magia. Ebbene sì, c’erano Amelia, la maga che ammalia, sempre alla ricerca del modo migliore (o di quello più strampalato) per conquistare la monetina numero uno di zio Paperone. C’era Maga Magò, che faceva e subiva dispetti in un contesto agreste. Ma erano sempre situazioni irreali, che anche un bambino riusciva a distinguere dalla realtà. Anche perché, non dimentichiamolo, i bambini non sono scemi: sono degli adulti in formazione.

Nell’immaginario infantile attuale, il mago è una cosa seria: da Harry Potter alle Winx, la magia viene presentata come un modo per cambiare la realtà. E i bambini hanno, di conseguenza, una fiducia preoccupante nella magia. Tra il serio e lo scherzoso l’articolo della Stampa parla di preveggenza, di telefoni che squillano quando ci si avvicina (succede anche a me, e perfino se non mi avvicino: ma non sono un mago), parla di controllo meteo, di smaterializzazione, e così via.

Ecco: è proprio prendendo poco sul serio i rischi, che si amplificano i problemi. Se i bambini davvero credono in quel che dicono, allora forse è il caso di pensarci seriamente, altroché.

Ma l’età, la fuga dalla realtà, la poesia, gli eroi? Sono cose di cui i bambini hanno bisogno, certo. Ma ci sono anche persone cresciute a pane e Bibbia, che hanno visto davvero cambiare le cose attorno a loro quando ne avevano bisogno. E non con competenze esoteriche o con una formula magica: con la fede e la preghiera.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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