riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Kirie eleison

Posted by pj su 18 ottobre 2006

I luterani aggiornano la Bibbia cancellando dal testo ogni discriminazione nei confronti di donne, ebrei e minoranze: i teologi impegnati nell’opera – «maturata nei circoli della teologia femminista e della liberazione», segnala la Stampa – hanno tentato di far quadrare nella chiave della correttezza politica odierna i capitoli di un libro come la Bibbia, che dalla prima all’ultima pagina è caratterizzato dagli estremi.

Per riuscire a rendere Dio un po’ più moderno (meno violento verso il suo popolo disubbidiente, meno intollerante verso il peccato, meno disumano verso i suoi nemici) gli esperti tedeschi si sono esercitati in una serie di funambolismi verbali degni di gag alla Walter Chiari. E, se da un lato la versione della Bibbia “classica” conteneva vocaboli ormai desueti – immaginiamo si possa paragonare alla versione italiana riveduta da Luzzi – e addirittura qualche termine che ormai suonerebbe “comico”, è altrettanto vero che è difficile trattenere il sorriso verso alcune delle modernissime trovate degli esperti.

È ben vero, come segnalava un’eminente personalità, che nella Bibbia la figura paterna di Dio si arricchisce di caratteristiche materne; ma sdoppiarne la definizione da “padre” a “padre e madre” è arduo da sostenere anche per l’innovatore più convinto. Si può sorvolare sulle definizioni che si ispirano direttamente al femminismo (la prima lettera del Nuovo Testamento non è più “ai Romani” ma “alle sorelle e ai fratelli di Roma”), tanto sarà l’argomento più gettonato tra i detrattori; merita invece notare la sorte di “Signore”: alla fine, immaginiamo dopo numerosi dibattiti, nell’impossibilità di renderlo con un baudiano “Signore e signora”, è stato mantenuto nella sua forma ebraica, Adonaj. E, dato che nel Salmo 23 sarebbe stato arduo, linguisticamente, accettare la cantilena: “Il Signore e la Signora sono il mio pastore e la mia pastoressa”, ecco la soluzione: “Adonaj mi pascola”. E la correttezza teologica del Ventunesimo secolo è salva.

Resta un’amarezza di fondo. Lutero, nel Cinquecento, riscoprì il Signore della Bibbia. Cinque secoli dopo i figli putativi del riformatore cacciano il Signore dalla Bibbia. Signore, pietà.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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