riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Veri rappresentanti

Posted by pj su 10 ottobre 2006

E così, stando allo scoop delle Iene, un parlamentare su tre si droga, in maniera più o meno pesante. In fondo la notizia non stupisce più di tanto: anche senza voler andare a vedere le leggi approvate, basta considerare che nell’alta società gli stupefacenti (quelli di classe, per carità) sono diffusi come in tutti gli altri ambienti.

Ciò che stupisce, semmai, è la reazione. Forse siamo troppo ottocenteschi, legati a un’idea di onore e buon esempio che resiste a stento di fronte alla grevità dell’era-reality. Però non ci sognamo di chiamare seriamente “generale” chi non lo è, né di chiamare “santo” chi non rientra nella categoria. Per lo stesso motivo se chiamiamo una persona “onorevole” ci piace pensare che lo sia. Che uno su tre abbia hobby stupefacenti, già rischia di destabilizzare la nostra convinzione. Ma che anche si lamenti per la rivelazione, demolisce ogni possibile attenuante.

La risposta che ci saremmo aspettati dai più sarebbe stata quella espressa da Pellegrino (Verdi): non ho niente da nascondere, rifarei il test senza problemi. Non accamperei motivazioni quantomeno curiose, se non ridicole, tirando in ballo la legge sulla riservatezza, o addirittura il pericolo perché persone non autorizzate sono in possesso del dna dei parlamentari. Quando sappiamo tutti che ogni nostro dato è schedato, ogni nostro movimento controllato, ogni nostro contatto verificato, ogni nostro movimento viene “tracciato”. Il dna è l’ultimo dei problemi, in una società dove un giornalista ignoto sente fischiare un larsen quando parla al telefono (quantomeno mi posso ancora permettere di prendere bonariamente in giro l’imperizia dei nostri 007, ma è una magra consolazione). Figurarsi un parlamentare.

No, il problema è altrove, e si chiama esempio. Non si possono chiedere sacrifici dall’alto di una disponibilità economica nemmeno sognata dalla popolazione media. Non ci si può indignare contro l’immoralità, quando la si pratica. Non si può chiedere un comportamento più “pulito”, quando si è i primi a non praticarlo. E non ci si può stupire, allora, se sono oltre due milioni gli italiani che usano sostanze stupefacenti.

Sarà la nostra formazione ottocentesca, ma a ogni scandalo ci indignamo: ci illudiamo ancora che il parlamentare sia – e debba essere – un esempio. Invece, ahinoi, si dimostra ogni giorno di più un rappresentante del popolo che lo ha eletto. Un rappresentante decisamente verosimile.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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