riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Poveri miliardari

Posted by pj su 9 ottobre 2006

Una storia tanto perfetta da sembrare artefatta: il magnate russo che mette in scena la sua morte per vedere le reazioni dei suoi “fedelissimi”, e scopre che proprio tanto affezionati non sono. A partire dalla moglie, che non ha dubbi nello staccare la spina e si consola subito con il socio del defunto, per arrivare ai manager e ai dipendenti, osannanti quando il capo è in vita, ma pronti a fare il salto della quaglia appena se ne va per sempre (o almeno, quando pensano sia così).

Morire già è un bel trauma, per chi non ha il sostegno della fede e quindi una certezza per il suo futuro. Morire e venir traditi deve essere doppiamente drammatico, per chi se ne va senza una speranza.

Chissà – se la storia è vera – cosa sta facendo ora il riccone russo, novello Mattia Pascal: se ha licenziato tutta la sua corte, moglie inclusa. E se sì, chissà se spera di trovare persone più fedeli, oppure se si è rassegnato all’idea che i rapporti tra esseri umani sono basati solo sulla quantità di credito di cui il più agiato può disporre.

Magari, prima dell’esperimento, per il suo trapasso – quello vero – aveva pensato a tutto, dall’abito firmato alla bara di lusso, fino al mausoleo che ricordasse le sue gesta. Invece, a un semplice test, tutto si è sgretolato di fronte a una certezza: nessuno piangerà una lacrima per me, e la mia memoria resterà relegata al freddo del marmo che ho costruito io stesso, alla magnificenza di una cerimonia di addio, a qualche commemorazione formale e, al limite, alla targa di una via, destinata magari a prendere il nome di un altro alla prima rivoluzione. Chissà se valeva davvero la pena di scoprire che nessuno l’avrebbe rimpianto, o se sarebbe stato meglio restare nell’illusione di una corte di fedeli amici, tanto una volta defunto non gli sarebbe più importata un’eventuale smentita nei fatti.

Ma forse, alla fine, la paura di morire passa in secondo piano rispetto a quella di essere dimenticati.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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