riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Mezze verità punk

Posted by pj su 6 ottobre 2006

Il Giornale, con un servizio, riferisce del fenomeno del “punk cristiano”, di cui peraltro si parla anche questa sera su La7 nella puntata di esordio delle “Invasioni barbariche”.

Anche senza voler essere bacchettoni, emerge un quadro poco consolante: non tanto per il “colore” dell’abbigliamento che questi punkettari, quanto per il modo di proporsi. Insomma: tutto è lecito per la fede, sembrano dire questi rockettari cristiani.

Per carità: diciamo sempre e con forza che è giusto essere elastici, è opportuno essere testimoni del vangelo nel nostro tempo e non vivendo come trent’anni fa, è necessario cogliere gli spunti e comprendere le tendenze della società che ci circonda per avere gli strumenti adatti a rispondere alle esigenze della generazione in cui viviamo.

Però l’impressione è che questi punkettari, troppo presi nell’allargare la prospettiva, abbiano dimenticato che anche la fede ha i suoi limiti, che per un cristiano dovrebbero essere dettati dalla Bibbia e dalla guida dello Spirito. Il problema è che, se i nuovi farisei enfatizzano la prima, mettendo in secondo piano la seconda, molti post-evangelici, tra un’ondata e l’altra, hanno deciso di usare la prima per giustificare la seconda, prescindendo dal buonsenso e anche da un’esegesi che non si pretende colta, ma almeno ragionevole.

Non parliamo di abbigliamento e accessori: capelli rasta, vestiti sdruciti, catenoni al collo, piercing, tatuaggi “da ergastolani” non portano in cielo, né trattengono a terra: semmai sono sintomo di un disagio diverso. Il problema di fondo è la prospettiva di questi gruppi, spesso molti giovani, se non d’età quantomeno nella fede, sono poco solidi sul piano dottrinale, e lo si intuisce da certe affermazioni riportate nell’articolo. Riporta Il Giornale che «Austin Williams, che è pastore della Underground Church di New York, si addentra perfino nella citazione di Isaia, che disse: “Dio fece il bene e il male”, sottintendendo che anche la negatività è un frutto divino da amare». Messa così, pare quasi che nelle parole di Isaia si riscontri un concetto di filosofia orientale, dove l’amore universale deve comprendere anche il male, magari perché fa parte di una prospettiva olistica della propria esistenza. Cosa che, evidentemente, non rappresenta le intenzioni del profeta (volte ad accreditare l’onnipotenza di Dio) né, a ben guardare, le intenzioni della Bibbia stessa, che invita spesso a “odiare il male e camminare nel bene”.

Ancora, si segnalano nell’articolo «musicisti con la cresta pronti a dire “il sesso è una cosa santa”»: è corretto, ma senza un degno contesto perde il suo valore rischia di venir frainteso (sia il sesso, sia la frase).

E poi i Pod, «un gruppo ruvido come le rotaie del Bronx, dichiaratamente “cristiano” e capace di dire senza imbarazzi che “Dio ha creato la personalità di tutti noi”»: vero in linea di massima, ma questo non deve sottointendere una giustificazione, per niente cristiana, a egoismo, intolleranza, odio verso il prossimo. Quando un cristiano sceglie di seguire Dio abbandona il suo vecchio io, e accetta che il suo carattere (corrotto dalla propria malvagità) venga plasmato da Dio stesso, giorno dopo giorno. Ben diverso dal dire “Questo sono io, così mi ha fatto Dio”, concetto che potrebbe emergere se la frase resta senza un degno completamento.

Non è un buon servizio, quello dell’artista cristiano che sostiene queste mezze verità: da un lato darà adito a fraintendimenti da parte dei suoi fan; dall’altro darà il destro ai detrattori, a chi crede che la vita cristiana si sia fermata al XIX secolo e tutto ciò che varca gli anni Sessanta sia da guardare con santo disgusto. Una mezza verità che porta un doppio problema.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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