riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Cellulari inopportuni

Posted by pj su 7 settembre 2006

Il ministro per l’istruzione francese mette al bando il cellulare dalle scuole: distrae, ed è fonte di violenza. Concordi i presidi italiani, cauto il ministro Fioroni, che preferisce puntare a «trasmettere ai giovani l’idea che la scuola è una cosa seria» (beata ingenuità…).

Insomma, il cellulare è il capro espiatorio di oggi, e come di consueto si confondono le cause con gli effetti. Non sono i cellulari che, in classe, sono dannosi all’attenzione (e, in certi casi, all’incolumità fisica): lo è il loro uso. In Italia esiste un regolamento scolastico che vieta l’introduzione a scuola di strumenti o oggetti non necessari all’attività scolastica. A suo tempo sequestravano di tutto, quasi anche l’innocente souvenir delle vacanze; ora invece tutto è permesso, e le conseguenze si vedono. Tornare alla rigidità dei decenni scorsi è anacronistico e, probabilmente, difficile da praticare. E il problema diventa di difficile soluzione. Succede in tanti campi, e non è un problema di leggi ma di buonsenso: il buonsenso di capire che una norma serve a evitare gli eccessi, e che spesso chi tenta di forzarla crea un precedente che può portare lontano. Come in questo caso: il cellulare, usato con intelligenza, è uno strumento utile. Ma a scuola non serve a nulla, se non a confondere e distogliere chi dovrebbe fare altro (e vale anche per i professori). Accettarlo in classe significa ammettere non uno strumento – che è neutro -, ma un suo uso sbagliato: un po’ come ammettere un coltello da cucina, che di suo non ha nulla di sbagliato, in uno stadio. Non esiste la libertà assoluta: la libertà deve avere un senso. Anzi, un buonsenso.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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