riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Cattivi maestri

Posted by pj su 28 luglio 2006

Un diario maleducato: è l’ultima frontiera dell’arte (almeno a voler credere agli editori), raggiunta dalla pubblicazione del “Diario di Happy bunny”, prodotto USA di cui potevamo anche fare a meno. In ogni pagina una frase irriverente contro gli anziani, gli insegnanti, i genitori. Denunce e anatemi da parte di associazioni, di membri del governo e dei giornali (perfino Repubblica, che non si scandalizza facilmente), mentre gli editori del prodotto si giustificano: “non ha finalità educative”, come se un diario – che è creato per la scuola, accompagna l’anno scolastico, diventa un riferimento quotidiano per gli studenti – fosse esente da ogni influenza sui giovani, come se il concetto di imparare dovesse e potesse limitarsi alle righe del libro di testo dopo decenni di battaglie per evitare questa deriva manichea tra “cultura” e “altro”.

Una frase, emblematica, spicca su tutte quelle proposte nel diario: “La scuola e la vita… fanno schifo tutte e due”. Sorge il dubbio allora che il problema non sia solo la ricerca della trasgressione attraverso le armi dell’irriverenza, della maleducazione, dell’inciviltà, della contestazione fine a se stessa, ma che ci sia un disagio di fondo. E allora, per onestà, a cercare una strada per la propria vita prima dei ragazzi dovrebbero essere proprio gli adulti, cattivi maestri di se stessi.

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Keith Green – Ventiquattro anni fa periva, in un incidente aereo, uno tra i cantautori più significativi del panorama cristiano mondiale: si chiamava Keith Green, non aveva nemmeno trent’anni e aveva già caratterizzato con la sua musica il modo di parlare di Dio, introducendo testi che parlassero a chi ascoltava, e non a chi cantava: messaggi chiari, incisivi, efficaci. La ricerca di una fede senza compromessi, di un rapporto personale e diretto con Dio, un profondo amore per Dio e per il prossimo: questo era Keith Green. E questo racconta, ancora, la sua musica.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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