riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Doppia sfida

Posted by pj su 28 giugno 2006

La diffusione della Bibbia e del Nuovo Testamento sono in grande crescita, ma allo stesso tempo persiste il fenomeno di una cultura religiosa debole. Sono questi i risultati di una indagine commissionata dall’Alleanza Biblica Universale (ABU) e condotta dal professor Luca Diotallevi, dell’Università di “Roma TRE”.
L’indagine ha abbracciato un arco di tre anni ed ha riguardato la Francia, la Spagna e l’Italia. Il sondaggio, condotto da Eurisko su un campione di 650 persone dei tre Paesi.
Il Pastore Miller Milloy, Segretario mondiale dell’Alleanza Biblica Universale, ha spiegato che (…) “la ricerca mostra chiaramente che per molti la Bibbia è un libro chiuso, nel senso che benché tra il 42% ed il 55% dei cattolici intervistati legge la Bibbia, i numeri scendono quando si comincia a considerare la frequenza della lettura”.
Il Segretario dell’ABU ha concluso ribadendo che “questa ricerca dimostra che molto è stato fatto e anche molto resta da fare nell’aprire la parola di Dio al suo popolo”. (…)
La ricerca ha evidenziato che la diffusione e conoscenza del testo biblico avviene soprattutto attraverso la messa domenicale. La frequenza al precetto festivo vede primeggiare la Spagna con il 49% dei credenti. Segue l’Italia con il 29% e la Francia con il 26%.
Dalla ricerca emerge che di questi praticanti leggono la Bibbia il 55% dei francesi, il 52% degli spagnoli ed il 42% degli italiani. Fra coloro che partecipano alle letture di gruppo il 21% sono francesi, il 17% italiani ed il 12% spagnoli. Secondo gli intervistati, l’omelia è lo strumento più diffuso per far conoscere la Bibbia.
La conoscenza dei fatti biblici rimane comunque molto parziale. Nel corso delle interviste sono state poste domande trabocchetto in cui si chiedeva di indicare quali tra i santi sono autori di un Vangelo. Il 32% ha indicato san Pietro ed il 49% san Paolo, evidenziando la confusione tra evangelista, apostolo e autore di epistole. (…)
“Dall’indagine – ha sottolineato Diotallevi – emerge una conoscenza religiosa debole o nulla”, nelle percentuali del 56% in Spagna, 47% in Italia e 44% Francia; ed una alfabetizzazione biblica bassa: 30% Italia, 22% Spagna e 21% Francia.
(da zenit.org)

Spesso parliamo della sfida che consiste nel diffondere la Bibbia. In realtà non basta: dobbiamo anche essere in grado di comunicare il desiderio di farne un libro personale, vissuto, da aprire a ogni occasione per trovare ispirazione (come ci diceva, in un’intervista, il simpatico attore Gioele Dix). Oggi il possesso materiale perde valore: si regala di tutto, e un libro non è più raro e prezioso come un tempo. Dirtribuire davanti alle scuole copie del Nuovo Testamento ha un senso se il volumetto è accompagnato, per esempio, da un messaggio di sfida adatto alle persone che si vuole raggiungere: altrimenti, purtroppo, si tratta spesso di carta sprecata, in un mondo sempre più veloce e disattento.

Cambiano i tempi, i modi, i sistemi di comunicazione. Trent’anni fa il volantino era uno strumento prezioso; oggi lo è in forma molto marginale, mentre le tecniche per raggiungere le persone con un messaggio (informazione, pubblicità) si sono affinate e hanno sviluppato teorie e regole preziose per capire il modo migliore in cui muoversi. Vale per il commercio, ma vale anche per noi: se non ne teniamo conto è solo a nostro svantaggio.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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