riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Genitori a tutto campo

Posted by pj su 20 giugno 2006

In un’indagine della Stampa sulle baby gang di Genova emerge un dato preoccupante: le bande operavano con “inaudita violenza” – «anziani aggrediti alle spalle, gettati a terra e picchiati per pochi soldi di bottino» – per autofinanziarsi e dimostrare il dominio territoriale; sono arrivate all’omicidio di un giovane, tre anni fa.

«Eppure – rileva l’articolo – in contrasto con tanta violenza, i picchiatorisono molto religiosi, di fede battista: durante le perquisizioni a tutti sono stati trovati in casa Bibbia e testi sacri».

A volte si pensa che i figli sono “bravi ragazzi” solo perché continuano a seguire le nostre direttive: vengono “in chiesa”, vanno agli incontri dei giovani, magari d’estate anche ai “campeggi”. Purtroppo spesso ci limitiamo all’apparenza, e l’apparenza dà conto della religiosità più che della fede. Eppure, se è vero che l’apparenza inganna, dovrebbe essere chiaro a tutti, tantopiù a un genitore: per capire i figli non basta guardarli.

Certo, è più semplice trascinarli agli incontri, inculcare qualche precetto religioso, o appiccicare qua e là nel discorso qualche frase biblica, piuttosto che seguire costantemente e seriamente la crescita spirituale (e non religiosa) dei propri figli, intercettandone le tendenze, i talenti, le aspirazioni. Molto più semplice dire “leggi la Bibbia”, “devi convertirti”, “confida in Gesù”, “e tu saresti un vero credente?” piuttosto che mettersi a leggere con loro, a pregare, stimolarli con domande mirate (magari quelle che i nostri colleghi fanno a noi: “che fine farà il mondo?”; “ti pare giusto tutto questo?”; “cosa vuole Dio da noi?”) che possano attivare una riflessione e una posizione su argomenti essenziali.

È più semplice prendersela con la chiesa, che lascia l’attualità e i problemi fuori dalla porta (e non solo durante i culti, momento in cui effettivamente lo sguardo andrebbe alzato al Cielo), proponendo qualche versetto e qualche frase fatta come soluzione ai mali dell’animo adolescenziale. La chiesa ha spesso le sue responsabilità quando eccelle nella teoria e trascura la pratica, quasi che la spiritualità non andasse vissuto anche nel quotidiano. Non deve essere però una scusa, perché la prima chiesa è la famiglia: la chiesa non potrà mai percepire i problemi quanto un genitore. E, a ben guardare, è al genitore che Dio ha affidato i figli, non alla chiesa.

Difficile essere padri spirituali, oltre che naturali: richiede impegno, preparazione, attenzione. Non permette di sedersi davanti alla tv a sorbirsi i telegiornali, a volte non permette nemmeno di dormire quanto si vorrebbe. Richiede lunghe ore di chiacchierate, confronti e a volte scontri, perché anche gli scontri rendono un rapporto davvero “vissuto”.

Come tutte le cose, essere padri e madri è difficile, specie se lo si vuole fare bene. Però, come poche altre occupazioni, sa essere produttiva. Come la vita cristiana stessa, essere genitori richiede fatica, impegno e preparazione; maturità e complicità; solidità e flessibilità. Ma, come investimento per il futuro, è impareggiabile.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel pr

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