riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Una sofferenza che non conosciamo

Posted by pj su 19 giugno 2006

Originale ed efficace il numero di giugno/luglio di Porte Aperte Magazine, bollettino della missione internazionale che da cinquant’anni si occupa di sostenere spiritualmente e concretamente i tanti cristiani perseguitati nel mondo: il numero estivo è impostato come una mappa del pianeta, sulla quale sono evidenziati i tanti paesi dove la libertà di espressione religiosa è ancora lontana.

Parliamo spesso della chiesa perseguitata ma mai abbastanza, dato che vediamo ancora troppi cristiani non comprendere il privilegio di poter vivere la propria fede, esprimendola anche pubblicamente nei modi che ritengono più opportuni, senza nessuna opposizione né da parte delle autorità, né da parte di estremismi ideologici. Non solo noi occidentali non usiamo quanto potremmo questa opportunità, presi come siamo dal materialismo e dalla superficialità: non siamo nemmeno in grado di renderci conto di quanto questo sia un privilegio.

Spesso il massimo del disagio che i cristiani italiani hanno provato negli ultimi cinquant’anni è un vicino di casa rissoso che disturba i culti, o qualche vandalismo generico. Nemmeno comprendiamo cosa significhi non avere una Bibbia, avere paura di leggerla, doversi riunire di notte in luoghi isolati, subire vessazioni e venire arrestati, finire in un campo di lavoro. Da un lato possiamo dire grazie a Dio che non comprendiamo: vuol dire che la persecuzione è lontana. Dall’altro, è grave che sia così lontana da non comprendere nemmeno la sofferenza altrui.

Conosciamo la malattia, e preghiamo per chi sta male. Conosciamo l’angoscia, e intercediamo per chi vive in quello stato. La speranza è che possiamo ricordarci – in preghiera e concretamente – anche di chi prova un genere di sofferenza così lontano da noi come la restrizione nella possibilità di vivere liberamente la propria fede. Quando manca questa sensibilità, la chiesa è una chiesa ben triste, e – a ben guardare – non troppo vicina da quel che Dio insegna.

—————————-

Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: