riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Questione di regole

Posted by pj su 6 giugno 2006

“Dio conosce il tuo ombelico da prima che tu nascessi: non occorre che glielo mostri ogni domenica”. A mali estremi, estremi rimedi, e un parroco di Cinisello Balsamo (MI) ha deciso domenica scorsa di affiggere un cartello con un messaggio di questo tenore all’ingresso della sua chiesa.

Si dica quel che si vuole: certe notizie non possono non far pensare sorridendo. Immagino l’esasperazione di quel parroco nel vedere arrivare ogni domenica in chiesa decine di adolescenti vestite (o svestite) sciattamente, e l’impossibilità di fare qualcosa. Perché se non ci pensano i genitori, tantomeno può pensarci un ministro di culto. Se i genitori affermano “i figli non ci ascoltano”, tantomeno quei figli ascolteranno un pastore oggi, e le autorità domani. Forse, senza accorgercene, stiamo tirando su una generazione senza legge e senza remore, dove anche la buona educazione è un optional, e tutto quel che conta è apparire, possibilmente in televisione. Il resto, cantava Califano, è noia: la noia di tenere una camera in ordine, la noia di contribuire alle esigenze familiari, la noia di seguire le elementari regole di convivenza che, se ci sono, ci sono proprio per aiutare a vivere meglio. E così, ogni posto è uguale: si tratti di un matrimonio o di una giornata al mare, di un culto o di una serata con gli amici, l’abbigliamento è sempre identico, come anche il linguaggio, i rapporti con gli altri, il rispetto, la formalità dovuta in certi momenti. E’ grave quando non si coglie la differenza tra un momento e l’altro, perché significa non avere più una prospettiva: il mondo diventa piatto, sempre uguale. Un mondo di noia.

Eppure non sono solo i giovani: se sono i teenager – come è normale – l’avanguardia di questo movimento senza capo né coda, anche gli adulti hanno la loro parte. Si sente comunemente esprimere il concetto “perché dovrei essere ipocrita?”. Con questa chiave pare di poter fare quel che si vuole, nell’ottica di una malintesa sincerità. Se sono sboccato per strada, perché dovrei parlare bene in chiesa? Se mi svesto per la strada, perché dovrei essere decoroso in chiesa? Se mi piace farmi vedere, ammirare, se non ho rispetto per gli altri e voglio esibire quel che “Dio mi ha dato” (e scusate la citazione), perché non dovrei farlo anche in chiesa?
Vero, e formalmente corretto.
Infatti il problema non è come ci si veste in chiesa. Il problema è come ci si veste fuori. O, ancora meglio: il problema è cosa si ha dentro. Utile, la sincerità. Specie quando ci porta a riconoscere i nostri limiti. Il problema si pone quando non riconosciamo il nostro “essere ruspanti” come un limite, ma lo consideriamo un “valore aggiunto” della nostra personalità. In quel caso non solo lo esprimeremo, ma non faremo niente per cambiare. E infatti molti dei “non sono ipocrita” non intendono cambiare, ma solo puntualizzare il proprio diritto a essere come sono.

Sarebbe forse interessante notare una cosa: Dio non ci chiama a essere come siamo. La Bibbia non dice mai “sii te stesso”. Dio dice piuttosto: “sii come me”, ed è evidente che le due cose non coincidono. Questo significa cambiare, modificarsi, migliorare costantemente a contatto con Dio. Senza ipocrisie, certo; senza fariseismi, certo; senza essere bacchettoni, certo. Dio non è ipocrita, non è fariseo, non è nemmeno bacchettone. Dio ci chiama a essere allegri e allo stesso tempo consapevoli.
Per esserlo come lui vuole, non dobbiamo essere noi stessi: dobbiamo cambiare. A meno che ci consideriamo già arrivati alla perfezione. Alla perfezione dell’ombelico.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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