riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Parole senza musica (e senza contesto)

Posted by pj su 31 maggio 2006

Carlos Santana, cinquantottenne alfiere del latin rock, ha riempito il palaforum di Assago (MI) con 12mila persone. E, tra un brano e l’altro, ha parlato anche di spiritualità: «Viviamo in un’epoca importante – ha detto -. A me non importa se Cristo è stato con la Maddalena o no [il riferimento è alle polemiche sul Codice da Vinci], a me importa che si riconosca che ognuno di noi ha qualcosa di divino e ha una luce nel cuore».

Apprezziamo artisticamente e rispettiamo come persona Santana, valido chitarrista che ha attraversato le generazioni, dalla contestazione degli anni Sessanta al disimpegno di oggi, diventando nel tempo un classico del rock internazionale.
Certo, è un artista secolare: ma come spesso facciamo presente, Dio non ha distribuito i talenti solo tra coloro che li mettono al suo servizio; sarebbe assurdo non ammettere le capacità compositive di Beethoven o esecutive di Segovia, o anche dei Deep Purple o dei Queen. Il talento c’è; il modo in cui viene utilizzato è altra cosa, e non riguarda noi ma gli artisti e Dio stesso. Noi possiamo solo, quando i prodotti artistici sono accettabili nel nostro contesto etico, godere delle loro produzioni, del loro ingegno, delle loro capacità. Ringraziando Dio.

Dicevamo: il musicista sopraffino è un musicista sopraffino, a prescindere dalla sua situazione spirituale. Il problema, semmai, si riscontra quando le capacità pongono l’artista al centro dell’attenzione, e questa attenzione lo porta a esulare dal proprio contesto. Santana non è il primo artista a volersi esprimere su fede, politica, sociale. Proprio per la situazione di digiuno in merito a certi temi, spesso le dichiarazioni sono frutto di opinioni confuse, superficiali, poco pregnanti. In questo caso, i concetti espressi da Santana sanno di new age e sincretismo: sii quel che vuoi, fai quel che vuoi, credi in quel che vuoi, anche a eresie, basta che cerchi e riconosci il divino dentro di te.

Magari Santana ha solo espresso male la sua opinione, o magari ci crede davvero. Il fatto è che ognuno di noi dovrebbe avere la consapevolezza dei propri limiti. Uno stonato non canterà; un musicista non necessariamente deve dare indicazioni sui grandi tema della vita. La celebrità in un settore non autorizza automaticamente a parlare di qualsiasi argomento.

Come cantava Baccini a suo tempo, rivolgendosi a Celentano e alle sue frequenti esternazioni televisive: “Adriano, è meglio che canti/ ma che ne sai tu degli operai?”

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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