riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Venditori del nulla

Posted by pj su 12 maggio 2006

Sarebbero dieci milioni gli italiani che ogni anno si rivolgono a maghi, astrologi e cartomanti: 27mila al giorno. Per evitare questo abuso di credulità popolare il Codacons parte, lancia in resta, contro i telecartomanti. Interessante notare come la televisione sia un canale mediatico capace di lanciare un personaggio e di distruggerlo: Vanna Marchi deve la sua fama (dai tempi delle improbabili cremine e del celebre «D’accordooooo?”») proprio alla tv; ma deve alla stessa tv la caduta, a causa di un programma come Striscia la Notizia che ha potuto fare quel che le autorità competenti non hanno potuto, voluto, saputo fare in tanti anni di denunce, imbrogli, intimidazioni.

E comunque Vanna Marchi è un simbolo, ma solo un simbolo dei tanti telecartomanti che, attraverso il tubo catodico, spacciano briciole di speranza a persone che pur di non perderla sono disposte a credere perfino alle cose più improbabili. Certo, una parte importante in questo mercato dell’inutile ce l’ha il terreno fertile che il nostro paese offre in fatto di superstizioni: dalla massaia all’operaio, dal professionista al parlamentare, sono davvero pochi quelli che resistono alla velata intimidazione di una catena di sant’antonio (specie ora, che per via telematica risulta così semplice inoltrarle), o a ripetere i gesti, reindossare gli abiti, riproporre le situazioni che hanno accompagnato un fatto felice per propiziare il suo ripetersi.
Non proprio una società laica come pretendiamo. Ma nemmeno una società cristiana, come spereremmo.

Però il discorso deve essere più ampio e circostanziato. Se 27 mila persone al giorno si rivolgono a maghi, astrologi e cartomanti – 10 milioni di persone all’anno -, vuol dire che c’è qualcosa di più. Non si raggiungono certe cifre semplicemente basandosi sulla credulità popolare: per vendere un prodotto in questa misura vuol dire che è ben pubblicizzato. Certo, conta la presenza in video: nonostante ormai sia limitata alle ore notturne, è facile trovarsi di fronte a piazzisti del nulla che promettono numeri, risposte di vita o semplici parole di conforto alla modica cifra di qualche euro al minuto. Spesso si tratta di ciarlatani, o di persone furbe che hanno capito l’esigenza della gente: essere ascoltata, sentirsi incoraggiata. E assecondarla a pagamento, senza rischi di smentita, è facile. È facile dire a una persona “vedo che c’è una donna importante nella tua vita che ti fa soffrire: probabilmente è una casistica che riguarda la maggioranza della popolazione. È facile dire “vedo che hai un problema”, dato che se una persona accetta di sottostare al costo esoso di una telefonata ai numeri di “servizio” (144, 899 etc.) qualche problema deve pur averlo.
Più ce ne sono in video, maggiori saranno le probabilità (anche statistiche) che la gente si convinca a chiamare.

Ma tutto questo non basta a raggiungere 10 milioni di clienti all’anno. Per trovarli è necessario creare una base culturale forte, un’esigenza: in termini economici, una “domanda”. Se convinco i giovani che la celebrità dà la migliore delle vite possibili attraverso film, reality, rotocalchi rosa, programmi di pettegolezzo, è logico che i giovani guarderanno in massa programmi che soddisfano questo credo, programmi dove giovani come loro hanno una chance di diventare famosi. E ci proveranno anche loro, alla prima occasione.

Se 10 milioni di persone si rivolgono al mercato dello pseudo occulto (e anche, purtroppo, dell’occulto), è perché tutto il contesto mediatico indirizza in quella direzione. E allora, più che espellere maghi e cartomanti dalle televisioni locali, cominciamo a evitare che le televisioni e le radio nazionali, specie quelle pubbliche, marcino su questa tendenza. Cominciamo a evitare che il notiziario delle sette, sul principale canale nazionale della radio pubblica, sia preceduto o seguito dall’oroscopo. Cominciamo a evitare che la litania dei segni zodiacali accompagni i programmi tv più seguiti, evitiamo di elevare a “maestri di vita” personaggi che hanno doti da sensitivo, evitiamo di marcare la superstizione. Potrebbe chiederlo il Codacons. Ma potrebbero chiederlo anche i tanti scienziati che, più dei maghi, sembrano preoccupati per la presenza in tv di programmi di carattere spirituale. Certo, per la religione della scienza la concorrenza della spiritualità è più pericolosa. Ma per la società, a quanto pare, i pericoli sono altri, e ce ne accorgiamo ogni giorno, se solo si vuole guardare le cose in maniera obiettiva.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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