Se bastasse una data
Pubblicato da pj su 4 Agosto 2008
Probabilmente ci avevano sperato tanto: speravano che una data cambiasse loro la vita. Parliamo delle coppie che, in Russia, avevano fatto di tutto per convolare a nozze nel giorno del triplo sette: sette luglio 2007.
Purtroppo la data fortunata non è bastata: il quotidiano russo Kommersant rivela che un quarto di quei matrimoni è naufragato. Stupisce la percentuale, ma soprattutto il fatto che sia bastato meno di un anno per convincere le coppie che l’esperienza matrimoniale fosse irrimediabilmente compromessa ad appena un anno di distanza, nonostante i buoni auspici del “triplo sette”.
Non conosciamo usi e costumi russi, ma alcune testimonianze ci fanno pensare che il vincolo matrimoniale da quelle parti non sia percepito in maniera troppo indissolubile. Ma, in fondo, su questo piano ormai tutto il mondo è paese.
Il problema è che spesso, nelle nostre scelte, ci basiamo su elementi emozionali. Una data, una sensazione, l’entusiasmo del momento, la passione.
E invece non basta rifugiarsi in una data, e nemmeno in una speranza, in una motivazione, in una convinzione.
Le decisioni, specie quelle che segnano la vita, hanno bisogno di qualcosa di più delle buone intenzioni. Per non ritrovarsi un anno dopo a chiedersi il perché di una scelta.
PS: nonostante il 7/7/7 non sia stato un grande successo, ci sono già code di aspiranti sposi per una nuova data fortunata: ovviamente l’8/8/08.


