Sono sempre di più le persone, negli Stati Uniti, che si allenano “secondo i principi biblici”: fitness cristiano o qualcosa del genere, basato sulla consapevolezza che “Il corpo è il tempio dello Spirito” e per questo non va trascurato.
Dopo le diete e le ricette basate sulla Bibbia, l’ondata salutista dei cristiani d’America invade anche il settore del benessere, o wellness, e si appropria di tecniche di allenamento ammantandole di convinzioni basate sulla Bibbia.
Certo, nella Bibbia c’è davvero di tutto, ma forse sarebbe il caso di tener presente che non è un calderone: tutto quello che compare ha un senso nell’ottica di una priorità, di una prospettiva, di un obiettivo. L’uomo è nato per vivere in relazione con Dio, e solo privilegiando questo rapporto potrà vivere serenamente e con piena soddisfazione la propria vita.
Naturalmente con qualche estratto biblico sapientemente selezionato si può sostenere che dobbiamo curarci (perché il corpo è il tempio dello Spirito), che è necessario amare noi stessi (perché se non amiamo noi stessi, come faremo ad amare gli altri come noi stessi?), che è indispensabile essere economicamente prosperi (perché così Dio dimostrerà la sua approvazione verso di noi) e un sacco di altre cose.
La questione sta nel capire quale proporzione questi versetti abbiano all’interno della Bibbia, e quindi quale impatto debbano avere nella nostra vita.
È sempre utile ricordare che “il sabato è per l’uomo” e non viceversa, ma anche il contesto in cui lo si afferma: altrimenti si rischia di arrivare all’eccesso opposto e perdere di vista il vero senso del’affermazione.
Allo stesso modo non è sbagliato occuparsi della propria salute, essere rispettosi verso il creato, e nemmeno coltivare i propri interessi. Non è nemmeno necessario dare una mano di vernice biblica a queste sensibilità per non sentirsi in colpa nel praticarle: per caratterizzare la propria fede in palestra non è indispensabile un abbigliamento con pesci, versetti oppure omini che pregano, mentre è doveroso un comportamento sobrio e irreprensibile nei confronti di chi abbiamo di fronte. Per dimostrare la nostra fede non è indispensabile un adesivo sull’auto, specie se poi con quell’auto trasgrediamo il codice e insultiamo gli altri utenti: è opportuno, invece, mantenere un atteggiamento che testimoni la nostra fede anche quando non parliamo.
Che poi è la testimonianza più difficile, ma senza dubbio la più efficace.


