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Librerie e libri

Pubblicato da pj su 4 Dicembre 2006

Le librerie cristiane britanniche mettono al bando il Corano: “È un volume ostile alla nostra fede”.

Succede in Gran Bretagna, dove la principale catena dedicata alla vendita di letteratura cristiana ha deciso di non tenere più sui suoi scaffali il testo sacro dell’Islam. La decisione ha sollevato, com’era prevedibile, un vespaio di polemiche, tra chi è a favore e chi è contrario e vorrebbe un approccio più accomodante con l’islamismo.

Da un lato la decisione delle librerie cristiane inglesi non fa una grinza: in una libreria cristiana non ci si aspetta di trovare testi esoterici, libri di cucina, manuali di modellismo, atlanti, e nemmeno il Corano o il Mahabarata.

Da un altro lato, però, la questione è più complessa: perché se è vero che la magia, la cucina, il fai da te e la geografia non sono temi attinenti alla fede, la conoscenza delle altre realtà spirituali lo è, anche se in misura marginale. Nelle librerie cristiane si trovano numerosi volumi che spiegano, contestualizzano, contestano il Corano e l’islam, scritti (non sempre, ma spesso) da persone competenti; come si trovano anche altri testi apologetici rispetto a dottrine paracristiane.

Se propongo un libro che dà uno sguardo cristiano sul Corano, potrebbe dire qualcuno, potrebbe essere utile trovare nella stessa libreria anche il Corano. Questione di scelte editoriali, naturalmente: ma in questo caso sarebbe giusto avere anche il Codice Da Vinci accanto ai tanti testi che lo contestano, e così via, almeno fino a quando non diventano troppi. E quindi, forse, si allargherebbe troppo il campo, e la libreria assumerebbe davvero un tono sincretista, più che cristiano.

La nostra idea di libreria cristiana, però, si limita al concetto di libreria evangelica, e quindi di scelte di opportunità anche in campo cristiano. Spesso mancano – a ragione o a torto – una serie di volumi di altre realtà cristiane, e quindi c’è una decisione di fondo da parte dei gestori. Dubitiamo che si possano considerare non cristiane le “Confessioni” di Agostino da Ippona, ma allo stesso tempo dubitiamo che le si trovi in una libreria evangelica.

Con questo non si intende dire che tutto il materiale cristiano disponibile dovrebbe venir distribuito, senza controlli: materiale di qualità scarsa si trova sia in campo cattolico, come anche in campo evangelico (pensiamo per esempio ai mille calendari disponibili sul mercato, sull’uno e sull’altro fronte): il punto è selezionare, ma non per appartenenza confessionale, quanto per qualità dei contenuti.

Ma non solo: andando un po’ più in là, in una libreria cristiana sarebbe utile trovare tutta una serie di volumi secolari, scritti da autori secolari, ma capaci di ispirare riflessioni molto cristiane. Che sembrano venire ignorati dai cristiani e dalle chiese, e invece meriterebbero molta più attenzione di certi volumi di scarsa qualità che circolano nell’ambiente.

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