Jessica Alba, attrice americana considerata una delle più sexy del mondo, abbandona la chiesa di “nati di nuovo” che frequentava. Lo riporta il sito di MTV, richiamando un articolo di Elle.
Al di là delle polemiche, la notizia vale una lettura approfondita.
1. Jessica Alba – scrive MTV – “si era unita ai cristiani rinati in cerca di conforto dopo aver compreso che la comunità latina faticava ad accettarla per via del suo aspetto multi-etnico”. Se così fosse, Alba si sarebbe avvicinata a una chiesa, non a Dio, e non è – come si vede dalle reazioni – la stessa cosa.
2. “Alcune persone ci hanno provato con me”, dichiara la povera Jessica. Succede anche nelle migliori famiglie, ma è curioso che a scandalizzarsi sia una donna di spettacolo, che nella vita deve aver visto ben di peggio di un approccio – magari ingenuo – in chiesa.
3. “il mio pastore ha detto che era colpa mia perché indossavo abiti provocanti, cosa assolutamente falsa. Mi ha fatto sentire colpevole ogni volta che per una qualche ragione ero desiderabile per gli uomini e mi ha fatto vergognare del mio corpo e di essere una donna”. O l’una, o l’altra: o indossava abiti che la rendevano “desiderabile” e valorizzavano il suo corpo, come sostiene nella seconda parte della frase, oppure il pastore dichiarava il falso, come sostiene nella prima.
4. “Già che c’era Jessica Alba ha fatto presente poco fosse d’accordo con le rigidità della Chiesa in materia di rapporti prematrimoniali”. Rivendica la sua libertà di provocare (pardon, “essere donna”), e non condivide nemmeno i principi (pardon, le “rigidità”, vocabolo certamente più vicino alla sensibilità di un’attrice) biblici. Molto cristiano.
5. Già che c’è, si esprime anche sulla Bibbia stessa: “non le piace neppure la mancanza di forti modelli femminili nella Bibbia: Ho pensato – ha concluso – che fosse una buona guida, ma che certamente non rappresentava come avrei voluto vivere la mia vita”.
Finalmente una dichiarazione chiara: la Bibbia non fa per lei, che desidera vivere la sua vita.
Chissà cosa ci cercava in chiesa e nella Bibbia: pillole di saggezza da usare alla bisogna? Un manuale di amore universale? Un cristianesimo “fai da te”?
Se è così, ha fatto benissimo a lasciare la chiesa. Ma non perché la chiesa era sbagliata o rigida (forse lo era): semplicemente era lei che aveva sbagliato indirizzo.
PS: una breve morale emerge anche per le chiese. Deve essere terribilmente difficile gestire la presenza di un personaggio famoso, sia per la sua presenza, sia per il suo retroterra culturale duro a morire. Teniamone conto prima di desiderare una presenza eccellente ai culti.
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